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Francesca Pascale e le laureate di Berlusconi
post pubblicato in diario, il 9 febbraio 2010
All'infedele, la trasmissione di Lerner, la filosofa della scienza, Francesca D'Agostini, denuncia le mezze verità della politica e del linguaggio televisivo. Ma il Pdl ha mandato un rappresentante che non ha idea alcuna del significato di teorie che pur lo riguardano.
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Il prete molesto e il pre-giudizio
post pubblicato in diario, il 23 gennaio 2010
una trasmissione televisiva ci conferma con durezza la forza immensa del pregiudizio. ne deduciamo la necessità di un impegno diverso dei democratici, di ogni democratico, nei luoghi in cui è possibile incontrare "gli altri" come persone, prima che diventino massa.
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The others (gli altri): La Russa
post pubblicato in diario, il 19 dicembre 2009

Per continuare la ricerca su "the others" , riascolto per l'ennesima volta, con rinnovato sconcerto, la registrazione della puntata di Ballarò dello scorso 8 dicembre (dal minuto 39 al minuto 44 per chi volesse ascoltarla). Floris mostra un cartello con alcune dichiarazioni di Spatuzza su Berlusconi e Dell'Utri. La Russa:" Perchè ci sono quei puntini di omissis?" Floris dice qualcosa. La Russa: "Lei lo sa perchè c'è l'omissis. E' un errore marchiano. Lei l'ha cancellato. Lì Spatuzza parlava di Dell'Utri come del senatore. Ma nel '93, anno cui si riferisce il pentito,  dell'Utri non era senatore e non esisteva nemmeno Forza Italia". Insomma, suggerisce  La Russa, é stato espunto il pezzo della dichiarazione che suggeriva l'inattendibilità di Spatuzza. Ed ancora il ministro: " E' proprio strano che non ci fosse".  E ancora, di fronte alla troppo timida protesta di innocenza di Floris, il ministro, sempre più infuriato: "Lei lo ha omesso apposta. Lei é capace di questo e di altro". Devo dire che, di fronte alla sicurezza ed allo sdegno di La Russa, ho pensato male di Floris o della redazione di Ballarò. Mi sono detto: se un giornalista  può ritagliare fatti e dichiarazioni  a suo piacimento per sostenere una tesi, siamo messi proprio male. E ancora: ma guarda che sprovveduto questo Floris. Come fa a non capire che può essere colto in fallo e fare una figuraccia mostruosa?

Dopo la pubblicità Floris rientra in studio con il testo integrale della dichiarazione del pentito. La Russa impallidisce. L'omissis alleggeriva il testo di parole non significative, con approccio giornalistico del tutto corretto. A  questo punto io mi aspetto, come qualunque telespettatore non troppo distratto, le scuse di La Russa. E Floris, sempre troppo gentile, come un padrone di casa che non vuole mettere in imbarazzo l'ospite sgarbato e cafone, finge di averle acquisite quelle scuse nel farfugliare incomprensibile del ministro. Ma no, il ministro orgogliosamente (?) rivendica di non aver nulla di cui scusarsi. Se Floris si é offeso sono fatti suoi. Anzi, riprendendo coraggio: "Chissa quante volte avrebbe dovuto scusarsi lei!"

Credo di aver assistito ad un episodio di cialtroneria senza pari. Ma come fa un "other" ad arrivare a tanto? Provo qualche risposta:

1)  Ignora l'etica e la prudenza di un giornalista normale

2) E' così interessato (per sbarcare il lunario) a sostenere che i giornalisti di diverso orientamento siano imbroglioni capaci di tutto che poi finisce per crederci davvero

3) Non ha mai ascoltato veramente un avversario o uno di opinione diversa dalla sua (non pensa possibile che possa dire qualcosa di vero o interessante) e non é quindi allenato a comprenderne la forma mentis ed i principi

4) Ritiene, in ogni caso, che, male che vada, non succederà nulla. Farà una chiassata qualunque (non so: sulla biografia di Floris, sull'Inter, sugli omosessuali) per distrarre l'attenzione dal tonfo. Guarda caso non ho letto nulla sull'episodio, nè sentito commento alcuno dalla vicina di casa. L'onorevole (fino a quando questo titolo troppo spesso paradossale, accompagnando  il nome di politici siffatti?) la Russa dorma sogni tranquilli.  

 


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permalink | inviato da salvatore1 il 19/12/2009 alle 19:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
The others (gli altri) e l'interruzione
post pubblicato in diario, il 18 dicembre 2009
The others sono gli altri, quelli con una cultura irrimediabilmente diversa dalla nostra (quella democratica) Cercheremo di capire i loro presupposti, i loro atteggiamenti perché, a differenza che per the others, per i democratici capire é indispensabile.
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Ponzio Pilato e il popolo
post pubblicato in diario, il 17 dicembre 2009

Efficace ieri, 16 gennaio,  sulla 7 Exit, Leoluca Orlando, contro le ideologie populistiche, con la metafora di Ponzio Pilato. Non sapendo o volendo decidere, il prefetto romano si appella al popolo. Egli può farlo, in assenza di organi costituzionali e di controllo. Il popolo "sovrano" sceglie di salvare Barabba e condannare Gesù.  Il popolo che era in piazza, preciserei..

Quando si dice del rispetto della volontà popolare bisognerebbe sempre distinguere. Il governo attuale é legittimato dalla legge elettorale che, con la frantumazione degli altri schieramenti, gli ha dato una maggioranza parlamentare vistosa  a fronte di una maggioranza relativa del 46% circa dei votanti. Poichè il 20% non ha votato, la cosiddetta maggioranza parlamentare rappresenta  circa 1/3 dei cittadini, pur decidendo della vita dei 3/3.* Sono cose note agli "esperti" ma da ricordare più di quanto attualmente non si faccia alla gente comune.

Tornando comunque a Ponzio Pilato, anche se una maggioranza parlamentare rappresentasse  la maggioranza dei cittadini, cosa cambierebbe rispetto alla filosofia della nostra Costituzione? Che sia una maggioranza o una minoranza a disporre senza limiti (senza un patto costituzionale preventivo e senza organi di controllo) della vita anche di un solo uomo non cambia molto. La dittatura della maggioranza non é migliore di quella di una minoranza. Nel No B Day un manifesto ricordava "anche Hitler vinse le elezioni"  "ed  anche Mussolini" aggiungiamo, con la netta maggioranza del voto dei cittadini. Molti  politici e opinionisti di centrodestra sottindendono (anzi, talvolta sono vicini ad esplicitare)   un parodossale sillogismo. La maggioranza deve governare perché legittimata dal voto, la maggioranza ha quindi ragione, la minoranza ha torto, ergo "tanto vale che taccia e sparisca". In effetti solo la convinzione che la maggioranza possa sbagliare o non rappresentare gli interessi di una più o meno nutrita minoranza legittima l'opposizione.**

E allora, quando gli oratori del centrodestra spiazzano o credono di spiazzare l'opposizione con argomento dialettico consolidato "voi, attaccando Berlusconi, affermate che la maggioranza degli italiani é stupida", non bisognerebbe  protestare confusamente "no, non é vero, gli italiani sono intelligenti" . Bisognerebbe ammettere,  con più coraggio, che la gran parte di quel 30% di cittadini che ha votato l'attuale maggioranza,  diciamo il  25%,  é stupida, plagiata, ammaliata. Il restante 5% é di persone intelligenti o che correttamente trovano nel governo la tutela dei propri interessi.Che un italiano su quattro possa essere stupido non mi pare costituisca un grave vulnus all'orgoglio nazionale. *** Basterebbe che la maggioranza - il 75% - riuscisse a coalizzarsi (una parola...,d'accordo) per tornare ad un'Italia normale, magari chiudendo l'epoca del bipolarismo.

* Non solo per modo di dire o fino ad un certo punto. Si pensi al caso Englaro ed al testamento biologico.

** Chi rappresenta oggi i lavoratori licenziati  ultracinquantenni o dei piccoli esercizi artigianali o commerciali, quelli che non fanno massa critica come fanno a Termini Imerese con l'appoggio del Ras Miccichè, quelli cui nessuno suggerisce di arrampicarsi sui tetti? Le folle plaudenti all'unto dalle elezioni cancellano il dolore di milioni di persone, atomi dispersi, non aggregati nè dalla politica nè dal sindacato? 

*** Che nella percentuale rientri qualche oppositore (?) "stronzo" come i recenti fan di Tartaglia é naturalmente fuori discussione.  


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permalink | inviato da salvatore1 il 17/12/2009 alle 11:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Televisione:Ballarò e le due culture
post pubblicato in diario, il 16 dicembre 2009

                                                                   

Ieri, 15 dicembre, a Ballarò un Floris meno timido del solito.

Alla Gelmini che obietta a Rodotà di essere uomo di sinistra, Floris, sorridente: "E' una malattia?" 1)

Alla Gelmini che risponde a Floris con una domanda "Pensa che basti spendere di più nella scuola per migliorarne la qualità?" Floris replica con altra domanda "Ministro, pensa che basti spendere di meno per migliorarne la qualità?"  2)

1) Lo scambio dialettico é sintomatico delle due culture, su alcuni piani assolutamente opposte, che oggi si affrontano. Per la destra la collocazione a sinistra é "contronatura". Politica é sinonimo di faziosità. Il magistrato iscritto a Magistratura Democratica é di sinistra, comunista e fazioso. Non può essere obiettivo. Intollerabile é altresì che un magistrato vada in televisione o esponga una tesi politica. Il magistrato non deve avere opinioni politiche ( cioé deve essere uno stupido?). O magari può averle, ma deve tenerle riservate e private, come la sessualità e le funzioni corporali. Perchè la politica é una cosa sporca? Qui si evidenzia il frequente cortocircuito fra destra e qualunquismo. Per la destra in buona fede le opinioni espresse da un magistrato o (da un giornalista) di destra non sono parziali o "politiche", sono la rappresentazione obiettiva e naturale della realtà.  Per un democratico l'orientamento politico é un diritto (ed un dovere civico, nel senso di attenzione alla polis) e non può entrare in conflitto con il dovere di imparzialità, nel senso di attenzione al prossimo - chiunque sia - e alla verità - comunque si manifesti. Vale per il magistrato, come per il giornalista, come per il chirurgo.

2) La critica ai tagli ed alla non riforma della destra, nulla toglie al bisogno di un'autocritica a sinistra per una politica della scuola troppo appiattita sulle posizioni del sindacato. Forte é invece la necessità di innovare nel sistema di istruzione, università e formazione in termini di valutazione (dei docenti e degli studenti), di nuovi obiettivi formativi e di spostamento di risorse nel comparto, per esempio verso la formazione permanente e degli adulti.   

 

 


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permalink | inviato da salvatore1 il 16/12/2009 alle 12:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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