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Il terrestre e l'alieno: dialogo sulla vecchiaia
post pubblicato in diario, il 14 luglio 2010
Incontro un alieno per scoprire l'orrore della vecchiaia e la dimensione politica di questo orrore. Solo un alieno può farci scoprire le strade che non abbiamo percorso e i vizi acquisiti nella inconsapevolezza. Non riusciamo più da soli a immaginare rapporti diversi fra le generazioni, una vecchiaia diversa e una morte diversa. A parte che di queste cose, le più importanti, non ci piace parlare, se non indotti da un alieno.
continua
La barbarie della disoccupazione: in memoria di Sergio Marra
post pubblicato in diario, il 2 febbraio 2010
Sono arrabbiatissimo. Un operaio bergamasco di 36 anni, Sergio Marra - fra poco dimenticheremo il suo nome - si è tolto la vita dandosi fuoco. Non lavorava alla Fiat. Lavorava alla Elgi Color Plast di Ciserano. A metà dello scorso anno l'azienda lo mette in Cassa integrazione, quindi la crisi definitiva e il fallimento. Sergio tenta inutilmente di trovare un nuovo lavoro. Niente. Solitudini e depressione, quindi la decisione di lasciare per sempre un mondo inospitale e incomprensibile.
 
Termini Imerese e Alcoa sono sulle prime pagine da settimane. Migliaia di lavoratori hanno bloccato strade, sono saliti sui tetti ed hanno affrontato il gelo. Probabilmente ce la faranno. Conserveranno il posto di lavoro. Grazie al loro sacrificio. Grazie al governo che non può non tener conto dell'impatto mediatico e può esercitare pressioni, del tipo: rinuncia ai licenziamenti o niente incentivi. Grazie ai giovani della Giovane Italia del Pdl o di quelli di Casa Pound scatenati contro la Fiat che delocalizza in Polonia (tanto i suicidi polacchi non riguardano la destra sociale e nazionale). E poi se non si è contro qualcuno (Fiat, polacchi, immigrati) come si fa ad aggregare giovani che vogliono menare le mani?  Grazie al Papa che l'altro ieri all'Angelus, davanti ai lavoratori in lotta, ha chiesto "Fare tutto il possibile per salvare, con grande senso di responsabilità, i posti di lavoro in pericolo e far crescere l'occupazione nelle aree in crisi, in particolare in realtà difficili come Termini Imerese e Portovesme". Sono arrabbiato anche con il Papa con cui -pare - non si può essere arrabbiati. Faccio queste considerazioni.
 
I lavoratori che, grazie a se stessi, al governo, ai giovani di Casa Pound,  ad Annozero e al Papa, salveranno il posto di lavoro saranno migliaia. Nel frattempo però un numero 10, 100 volte superiore di lavoratori di piccole e piccolissime imprese, subordinati ed autonomi, sta perdendo lavoro e reddito. Molti disperano di poter trovare una nuova occasione: perché nel loro territorio non ci sono occasioni, perché non hanno le competenze giuste per reimpiegarsi in altro settore, perché non hanno le amicizie giuste, perché non sanno come cercare lavoro o amicizie, perché non c'è nessuno che li guidi, perché non ci sono i servizi per l'impiego, o, se ci sono, sono fatti quasi sempre con raccomandati o sono invisibili, cioè praticamente non ci sono.
 
Poi c'è la disoccupazione dei precari, dei giovani che, alla fine di un contratto, restano senza lavoro e senza indennità alcuna e, se donne, e, se incinte, non hanno sostegno neanche per questo (naturalmente essendo i governanti rigorosamente antiabortisti, difensori della vita e della famiglia e tutti deprecando il decremento demografico italiano e molti lamentandosi perché gli immigrati sostituiscono i figli che non facciamo).
 
Ma, insomma, davvero dobbiamo dare per scontata una disoccupazione senza protezioni (sostegno generalizzato al reddito, consulenza al reinserimento o allo stress da "fallimento personale")?Possiamo limitarci ad auspicare che cresca l'occupazione? Possiamo compiacerci se i disoccupati sono due  milioni e non tre, mentre il tasso di occupazione è il più basso d'Europa per la rinuncia di molti a cercare lavoro e per la crescita del lavoro nero e senza tutele?
 
Mentre abbozzavo questo post, ieri sera alla 7, Otto e mezzo mi toccava positivamente per il titolo del servizio: "Morire di disoccupazione". Finalmente, pensavo, la Gruber farà parlare di Sergio Morra e degli invisibili. Macché! Dopo pochi secondi di omaggio al povero Sergio, si è parlato di Termini Imerese, di incentivi sì o incentivi no, di delocalizzazione sì o delocalizzazione no, e, inevitabilmente, Bonanni ha polemizzato con l'assente Epifani su non so cosa.
 
Sarò di cattivo umore, ma penso che un solo Sergio Marra è troppo. Penso e voglio che un giorno i nipoti guardino con esterefatto stupore a questa preistoria, a questa barbarie che abbiamo accettato - cittadini, governo e Papa. Un abbraccio alla famiglia di Sergio.
 
 
 
The others (gli altri): La Russa
post pubblicato in diario, il 19 dicembre 2009

Per continuare la ricerca su "the others" , riascolto per l'ennesima volta, con rinnovato sconcerto, la registrazione della puntata di Ballarò dello scorso 8 dicembre (dal minuto 39 al minuto 44 per chi volesse ascoltarla). Floris mostra un cartello con alcune dichiarazioni di Spatuzza su Berlusconi e Dell'Utri. La Russa:" Perchè ci sono quei puntini di omissis?" Floris dice qualcosa. La Russa: "Lei lo sa perchè c'è l'omissis. E' un errore marchiano. Lei l'ha cancellato. Lì Spatuzza parlava di Dell'Utri come del senatore. Ma nel '93, anno cui si riferisce il pentito,  dell'Utri non era senatore e non esisteva nemmeno Forza Italia". Insomma, suggerisce  La Russa, é stato espunto il pezzo della dichiarazione che suggeriva l'inattendibilità di Spatuzza. Ed ancora il ministro: " E' proprio strano che non ci fosse".  E ancora, di fronte alla troppo timida protesta di innocenza di Floris, il ministro, sempre più infuriato: "Lei lo ha omesso apposta. Lei é capace di questo e di altro". Devo dire che, di fronte alla sicurezza ed allo sdegno di La Russa, ho pensato male di Floris o della redazione di Ballarò. Mi sono detto: se un giornalista  può ritagliare fatti e dichiarazioni  a suo piacimento per sostenere una tesi, siamo messi proprio male. E ancora: ma guarda che sprovveduto questo Floris. Come fa a non capire che può essere colto in fallo e fare una figuraccia mostruosa?

Dopo la pubblicità Floris rientra in studio con il testo integrale della dichiarazione del pentito. La Russa impallidisce. L'omissis alleggeriva il testo di parole non significative, con approccio giornalistico del tutto corretto. A  questo punto io mi aspetto, come qualunque telespettatore non troppo distratto, le scuse di La Russa. E Floris, sempre troppo gentile, come un padrone di casa che non vuole mettere in imbarazzo l'ospite sgarbato e cafone, finge di averle acquisite quelle scuse nel farfugliare incomprensibile del ministro. Ma no, il ministro orgogliosamente (?) rivendica di non aver nulla di cui scusarsi. Se Floris si é offeso sono fatti suoi. Anzi, riprendendo coraggio: "Chissa quante volte avrebbe dovuto scusarsi lei!"

Credo di aver assistito ad un episodio di cialtroneria senza pari. Ma come fa un "other" ad arrivare a tanto? Provo qualche risposta:

1)  Ignora l'etica e la prudenza di un giornalista normale

2) E' così interessato (per sbarcare il lunario) a sostenere che i giornalisti di diverso orientamento siano imbroglioni capaci di tutto che poi finisce per crederci davvero

3) Non ha mai ascoltato veramente un avversario o uno di opinione diversa dalla sua (non pensa possibile che possa dire qualcosa di vero o interessante) e non é quindi allenato a comprenderne la forma mentis ed i principi

4) Ritiene, in ogni caso, che, male che vada, non succederà nulla. Farà una chiassata qualunque (non so: sulla biografia di Floris, sull'Inter, sugli omosessuali) per distrarre l'attenzione dal tonfo. Guarda caso non ho letto nulla sull'episodio, nè sentito commento alcuno dalla vicina di casa. L'onorevole (fino a quando questo titolo troppo spesso paradossale, accompagnando  il nome di politici siffatti?) la Russa dorma sogni tranquilli.  

 


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permalink | inviato da salvatore1 il 19/12/2009 alle 19:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Ponzio Pilato e il popolo
post pubblicato in diario, il 17 dicembre 2009

Efficace ieri, 16 gennaio,  sulla 7 Exit, Leoluca Orlando, contro le ideologie populistiche, con la metafora di Ponzio Pilato. Non sapendo o volendo decidere, il prefetto romano si appella al popolo. Egli può farlo, in assenza di organi costituzionali e di controllo. Il popolo "sovrano" sceglie di salvare Barabba e condannare Gesù.  Il popolo che era in piazza, preciserei..

Quando si dice del rispetto della volontà popolare bisognerebbe sempre distinguere. Il governo attuale é legittimato dalla legge elettorale che, con la frantumazione degli altri schieramenti, gli ha dato una maggioranza parlamentare vistosa  a fronte di una maggioranza relativa del 46% circa dei votanti. Poichè il 20% non ha votato, la cosiddetta maggioranza parlamentare rappresenta  circa 1/3 dei cittadini, pur decidendo della vita dei 3/3.* Sono cose note agli "esperti" ma da ricordare più di quanto attualmente non si faccia alla gente comune.

Tornando comunque a Ponzio Pilato, anche se una maggioranza parlamentare rappresentasse  la maggioranza dei cittadini, cosa cambierebbe rispetto alla filosofia della nostra Costituzione? Che sia una maggioranza o una minoranza a disporre senza limiti (senza un patto costituzionale preventivo e senza organi di controllo) della vita anche di un solo uomo non cambia molto. La dittatura della maggioranza non é migliore di quella di una minoranza. Nel No B Day un manifesto ricordava "anche Hitler vinse le elezioni"  "ed  anche Mussolini" aggiungiamo, con la netta maggioranza del voto dei cittadini. Molti  politici e opinionisti di centrodestra sottindendono (anzi, talvolta sono vicini ad esplicitare)   un parodossale sillogismo. La maggioranza deve governare perché legittimata dal voto, la maggioranza ha quindi ragione, la minoranza ha torto, ergo "tanto vale che taccia e sparisca". In effetti solo la convinzione che la maggioranza possa sbagliare o non rappresentare gli interessi di una più o meno nutrita minoranza legittima l'opposizione.**

E allora, quando gli oratori del centrodestra spiazzano o credono di spiazzare l'opposizione con argomento dialettico consolidato "voi, attaccando Berlusconi, affermate che la maggioranza degli italiani é stupida", non bisognerebbe  protestare confusamente "no, non é vero, gli italiani sono intelligenti" . Bisognerebbe ammettere,  con più coraggio, che la gran parte di quel 30% di cittadini che ha votato l'attuale maggioranza,  diciamo il  25%,  é stupida, plagiata, ammaliata. Il restante 5% é di persone intelligenti o che correttamente trovano nel governo la tutela dei propri interessi.Che un italiano su quattro possa essere stupido non mi pare costituisca un grave vulnus all'orgoglio nazionale. *** Basterebbe che la maggioranza - il 75% - riuscisse a coalizzarsi (una parola...,d'accordo) per tornare ad un'Italia normale, magari chiudendo l'epoca del bipolarismo.

* Non solo per modo di dire o fino ad un certo punto. Si pensi al caso Englaro ed al testamento biologico.

** Chi rappresenta oggi i lavoratori licenziati  ultracinquantenni o dei piccoli esercizi artigianali o commerciali, quelli che non fanno massa critica come fanno a Termini Imerese con l'appoggio del Ras Miccichè, quelli cui nessuno suggerisce di arrampicarsi sui tetti? Le folle plaudenti all'unto dalle elezioni cancellano il dolore di milioni di persone, atomi dispersi, non aggregati nè dalla politica nè dal sindacato? 

*** Che nella percentuale rientri qualche oppositore (?) "stronzo" come i recenti fan di Tartaglia é naturalmente fuori discussione.  


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permalink | inviato da salvatore1 il 17/12/2009 alle 11:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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