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Battiato e Buttafuoco. Oltre destra e sinistra?
post pubblicato in diario, il 17 ottobre 2010

Venerdì 15 ottobre a OTTO E MEZZOsu LA7,  la Gruber intervista ilmusicista Franco Battiato. Le fa da sponda in studio Pietrangelo Buttafuoco,giornalista di Panorama e scrittore, uomo di destra, di destra “creativa”. 

Osservo subito che un artista –questo è Battiato – rischia di deludere quando non parla attraverso la suaopera. Ha ragione Buttafuoco che ricorda la intensità dei suoi componimenticapaci di dare forma immediata alle nostre idee confuse. Di questo però nonc’era traccia nel linguaggio esibito nell’intervista.

Annoto quindi la curiosacoincidenza di Battiato e Buttafuoco che rifiutano di collocarsi nellecategorie  destra/sinistra della politicada cui si smarcano. “Non sto né a destra né a sinistra, dice Battiato, sto in alto”. Poi curiosamente, dimenticodi quanto appena affermato, ad altra domanda risponde di avere votato Bersanialle primarie del PD e poi ancora che non lo voterebbe più ma sceglierebbeVendola. Più tardi Buttafuoco risponderà allo stesso modo alla stessa domanda.Anche lui non sta né a destra né a sinistra ma “in alto”.

 Darò due interpretazioni, nonalternative, ma complementari. La prima è la presunzione dell’uomo (se èpossibile dir male di Garibaldi, cioè di Battiato e Buttafuoco) che puòilludersi di guardare dall’alto gli ometti che quaggiù faticano e si dividonosu piccole cose. La seconda riguarda l’oggettiva crisi delle categorie destrae sinistra. Pur senza presumere distare in alto, molti oggi non vogliono collocarsi, altri  nonriescono a collocarsi secondo quelle polarità.

Quelli  che nonvogliono cercano con tale stratagemma di spiazzare l’avversario e di “pescare”un consenso trasversale, sapendo che collocarsi nelle tradizionali polaritàfarebbe pagare il prezzo che pagano le appartenenze “ideologiche”. Grillo è fracostoro: anche lui dice di stare “in alto”, per quanto, da attore,  riesca ad esorcizzare il rischio disupponenza  con la mimica e il sorriso. E’comunque una tendenza sempre più diffusa: soprattutto a sinistra, segnoevidente della crisi di quest’area politica sempre più sulla difensiva e pagadi proporre buona amministrazione. La sicurezza non è né di destra né disinistra, la giustizia lo stesso, etc. etc. Bella scoperta! I temi, forse, non hannoappartenenze. Fino ad un certo punto, perché le priorità nella scelta dei temiè inevitabilmente orientata. Le soluzioni poi vanno sempre in una o l’altradirezione. Privilegiando la prevenzione o la punizione, scegliendo diesercitare la massima severità sul furto con scasso o sulla bancarottafraudolenta, etc. Nella misura poi in cui davvero le soluzioni alternative nonsiano percepibili, questo è un pessimo segnale, il segnale di un dominioesterno alla politica che non consente più di scegliere se non su coseaccessorie.

Il moltiplicarsi  di quanti non sanno collocarsi rappresenta ancor meglio questo segnale: la crisidelle ideologie e delle appartenenze. Sostituite da cosa?  Dal tifo politico o dalle scelte di volta involta. Nel primo caso la politica è ridotta a spettacolo fra spettacoli. Nelsecondo non esiste coerenza e tessuto connettivo fra una scelta e un’altra. L’ideologiaè (era) un tessuto connettivo e insieme inevitabilmente un “pregiudizio”. Oggiil collante, quando c’è, è personale, nel segno di un nuovo pregiudiziorappresentato da figure carismatiche. Oppure appunto è l’atomizzazione dellescelte.

Ragionevolmente però destra, sinistra, centro(eventualmente) possono essere polarità sinteticamente rappresentative diorientamenti? Penso di sì, magari accompagnate ad altre coordinate. Battiato eButtafuoco mi offrono ancora un esempio. Da cosa proviene l’evidente feelingfra i due che pure, a loro dispetto magari, collocheremmo su due polaritàopposte? La sicilianità forse? No, certo. Rischierei anch’io peraltro, dasiciliano, di esservi coinvolto. Forse il misticismo, dichiarato e noto, diBattiato e la vaga religiosità nell’enfasi della tradizione del secondo. Forse.L’ipotesi mi serve comunque per suggerire che destra e sinistra sonosimboli da non sopprimere, ma che vanno accompagnati ad altre coordinate:laicità/confessionalismo, ad esempio. Olocalismo/nazionalismo/internazionalismo. Insomma non abbiamo bisogno diabolire simboli o punti di riferimento, ma, ragionevolmente, di aggiungernealtri ai più antichi, se non vogliamo immaginarci tutti solitari compositori diirripetibili spartiti politici. Resto convinto che destra/sinistra non si debbano buttar via. Per me sinistra continua a significarel’orientamento di chi ritiene che il destino di ognuno sia un prodotto sociale.Anche se può essere utile per motivare l’individuo “fingere” che egli siaartefice del proprio destino, l’imprenditore ha successo grazie ai suoicollaboratori e al volo di una farfalla in Cina (a cicli e movimenti economicieffetti di scelte di uomini lontani) e lo scienziato scopre la genesi delcancro grazie ai docenti che lo appassionarono alla biologia o gli insegnaronoa leggere e ai braccianti che faticarono senza sosta sotto il sole perraccogliere i pomodori che nutrirono il suo cervello. Egualmente il fallimentodell’imprenditore o dello scienziato sono responsabilità diffuse nel corposociale. Corollario 1: impossibile valutare il peso dei componenti la catena,tutti indispensabili. Corollario 2: è giusto ed utile che tutti ci sentiamoresponsabili di ognuno. Quando allora si scoprisse un nuovo zio pedofilo eomicida in qualche provincia pugliese, la sinistra (quella che io potreichiamare sinistra) conquistato ilgoverno, dopo aver punito duramente il “colpevole finale”, in ossequio all’utilefinzione della responsabilità personale,  comincerebbe a disinvestire risorse  dal circuito mediatico per interrogarsi sullasessualità degli anziani in una società erotizzata e per investire nellerisposte possibili. 

 

N.B. Chiedo scusa a Battiato eButtafuoco per averli “strumentalizzati” e rinnovo a Battiato, musicista, lamia ammirazione, consigliandogli di astenersi dalle interviste.

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