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Dieci risposte alle dieci domande di Open Democracy alla sinistra italiana
post pubblicato in diario, il 16 febbraio 2010

Nel convegno intitolato “Berlusconi e oltre: prospettive per l’Italia”, promosso il 12 febbraio scorso a Birbingham da Geoff Andrews, gli italianisti inglesi hanno provocatoriamente rivolto 10 ( il fatidico 10 ) domande all’opposizione di centrosinistra, quale stimolo alla fuoriuscita dalla crisi italiana e dalla crisi del centrosinistra. Credo sarebbe un utile esercizio misurarci tutti – i democratici – con queste domande. Rossodemocratico ci prova. Perché, stimolando i nostri dirigenti a farlo più autorevolmente, non provarci tutti, magari come commento a questo post?

1) Quali sono i vostri principali valori politici al di là dell’antiberlusconismo?

A) La difesa dell’ambiente, B) La salvaguardia delle generazioni future (no al debito pubblico), anche stimolando il protagonismo giovanile (voto a 16 anni, ad esempio), C) Formazione permanente (lifelong learning) con strumenti culturali diffusi, forti e critici, anche per esorcizzare rischi futuri di nuovi "uomini della provvidenza", D) Legalità e nuovo senso comune che sanzioni pesantemente i crimini dei colletti bianchi (corruzione, concussione, falso in bilancio, etc.) in quanto più devastanti.

2) Perché quando avete governato non avete regolamentato il conflitto di interessi?

E’ stato l’errore più grave. Il centrosinistra ha avuto paura dell’impopolarità presso i ceti affascinati dalla Tv berlusconiana. Indimenticabile (ahimè) la visita di D’Alema ai lavoratori Mediaset, risorsa del paese, etc., etc.

3) Che visione avete della società italiana del futuro e per quale tipo di giustizia sociale vi schierate?

Una società solidale che recuperi i più deboli nella parola d’ordine nessuno sia sprecato; una società che “recuperi” giovani ed anziani ad un allargamento della partecipazione al mercato del lavoro, nell'interesse di queste fasce di popolazione e nell’interesse generale; una società fondata insieme su meriti e bisogni; una società in cui ogni persona in difficoltà sia presa in carico da servizi sociali; una società in cui il reddito minimo (il salario di cittadinanza), in prospettiva, non sia inferiore ad 1/20 del reddito massimo da attribuire agli scienziati, prima che agli artisti sommi ed ai grandi manager e politici ( 500 euro per un salario d'ingresso, magari part-time, contro 10.000 mensili), obiettivo egualitario perseguibile nella misura in cui l’Italia recuperi un’attrattività che conti più dell’attrazione del denaro.

4) Qual è la vostra visione della globalizzazione e come vedete l’Italia in essa?

La globalizzazione è un’opportunità di maggiore conoscenza e collaborazione fra tutti i popoli e quindi una enorme opportunità politica, economica e culturale. L’Italia deve promuovere gli Stati Uniti d’Europa e maggiori poteri per l’Onu (senza diritti di veto).

5) Come pensate di aumentare le possibilità dei giovani e che risposta date alla lettera di Celli che invitava il figlio a lasciare l’Italia?

Con la trasparenza del merito nella carriera (con sanzioni forti contro il clientelismo). Con l’accostamento precoce, già entro la scuola, al lavoro. Con prestiti d’onore - responsabilizzanti e trasparenti - per lo studio o per l’avvio di un’attività economica. Con sistemi appropriati di valutazione delle competenze. E’ normale in questa fase invitare le persone care a lasciare l’Italia. E’ un gesto vero d’amore. L’invito a restare è invece un gesto "patriottico", d’amore verso l’Italia. Normale quindi invitare ad andare via le persone che più amiamo, sperando che chi resta riesca a migliorare il paese così da consentire il ritorno degli “esuli”.

6) Sarete in grado di apportare serie riforme in termini di numero dei parlamentari, immunità legali, costo della politica?

E’ la riforma relativamente più facile perché è più facile ricevere il consenso popolare. Più difficile, ma indispensabile, tagliare i costi impropri della politica (che sono più pesanti), legati all’intreccio con il mondo economico, con le clientele e, talvolta, con la criminalità organizzata.

7) E’ possibile che l’inesistenza di un governo ombra comunichi agli elettori l’assenza di un governo alternativo e quindi la non presenza di un’opposizione ufficiale in Italia?

Un governo ombra come quello sperimentato recentemente non ha dato buoni frutti. Peraltro se l’articolazione dei ministeri ombra replica l’articolazione del governo “vero” si rischia la subordinazione all’ordine del giorno di quest’ultimo.

8) Perché non c’è un reale interesse e capacità nell’usare i nuovi media?

Internet e la rete (familiari alle fasce più “colte”) sono usati più dalla sinistra che dalla destra. La destra domina nel linguaggio televisivo. Si rafforza così il rischio di una divaricazione fra un’Italia colta di sinistra ed una “popolare” di destra. Necessario introdurre a scuola e nella formazione permanente, oltre ad informatica ed internet per le generazioni più anziane, competenze nell’uso e nella critica di vecchi e nuovi media.

9) Se aveste un miliardo di euro di risorse extra, come le utilizzereste?

Nella protezione dei redditi dei precari.

10) Avete un Obama capace di sfidare Berlusconi in carisma e popolarità, ma di creare una visione, un sogno per gli elettori?

Abbiamo figure disperse nell’area democratica e di sinistra. E’ positivo che il Partito Democratico abbia deciso di appoggiare le candidature della radicale Bonino nel Lazio e del “comunista” Vendola in Puglia. Vendola è oggi sognato da molti democratici come antagonista di Berlusconi. Al contempo è auspicabile che si sia capaci di "disintossicare" la società dai miti e dai sogni verso una politica appassionata ma "normale", con onere di guida assunto "a tempo" da leader "sobri".

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