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Le vite degli altri, secondo Berlusconi e secondo me
post pubblicato in diario, il 11 febbraio 2011

Ormai sospettiamo di tutto e di tutti. Ho rivisto ieri in TVil bellissimo Le vite degli altri,emozionandomi come tempo fa al cinema. Ammetto di avere trovato sospetta questa proposta di RAI 2, comeSantoro  ad Annozero  del 10 scorso. I cattivi nel film sembranoessere i comunisti  e gli spioni dellaStasi che intercettano le vite degli altri. Sembrano quasi gli avversari di Berlusconi, no? Lui stesso infatti consospetto tempismo ha immediatamente suggerito l’analogia.

Come mai allora io, che, diciamo, non sono  esattamente un seguace del premier, mi sonocosì emozionato e commosso? Come mai mi sono sentito confortato nelle mie convinzioni?   Beh, anch’io ho pensato a Berlusconi. Solo nonlo ho proprio confrontato alla vittima e alle vittime del film così coinvolgente. Il  film è una denuncia spietata del clima oppressivo e conformista della Repubblica DemocraticaTedesca. L’oppressore però non è la magistratura: è il partito, è il governo.La Stasi è al servizio di un ministro debosciato,  non della magistratura che comunque immaginiamo non avesse grande autonomia dal partito e dal governo nella DDR. E' il ministro debosciato, avanti con gli anni, goffo nel suo amore frettoloso nell’auto pubblica, a disporre del corpo dell’attrice affascinante. Può disporre di quel corpo solo in ragione del suo potere di premiare e punire,promuovere o spegnere una carriera. E può disporre della Stasi quel ministro perché trovi una colpa nello  scrittore con cui non vuole più  condividere la donna. Può alla fine quel potere senza controlli corrompere anche l’anima della donna, dopo averne sequestrato il corpo, inducendola a tradire il compagno. Insomma, gli amici del premier avranno promosso il film per suggerire Berlusconi vittima. Ma io ho identificato Berlusconi nel ministro sporcaccione e prepotente. Gli altri italiani hanno visto un altro film? Io mi sono sentito sollecitato a difendere la nostra Costituzione, quella vera, non quella“materiale” ed eversiva del premier. Mi sono sentito sollecitato a difendere l’autonomia della magistratura contro il totalitarismo e il dispotismo dei governi. *Con ragionamenti conseguenti peraltro il tentativo dispotico in atto mi sembra assimilabile al modello cinese col partito unico (comunista? ) che amministra un capitalismo sfrenato ancor più che al modello DDR dove almeno era presente l’alibi della sicurezza sociale e dell’eguaglianza. Quando si dice eterogenesi dei fini! Chi ha proposto Levite degli altri in TV pensava ad un manifesto pro premier. Io proporrei il film al movimento delle donne che domenica 13 manifesterà contro la prepotenza del potere che riduce la donna a cosa e la corrompe.   

*Perciò, andando contro corrente, apprezzo come contributo alla chiarezza l’intenzione annunciata dal premier di far causa allo Stato.Forse contro le sue intenzioni, chiarisce almeno che Stato e governo sono cose diverse. Sembrava che il presidente del Consiglio si considerasse padrone dell’uno e dell’altro.

 P.S. Nel proibire la proiezione a Parla con me  dei minuti conclusivi del Caimano di Moretti gli amici del premier sono stati più bravi.In effetti  l’aggressione  della folla contro la magistratura che ha osato condannare il caimano ha il sapore di una profezia e quella guerra civile è l’asso nella manica di un premier disperato, la minaccia latente che tutti dobbiamo sentire. Non dobbiamo rappresentarla però e Moretti l’ha rappresentata rendendo il re nudo e noi un tantino più consapevoli. Un bravo di cuore a quelli che hanno tagliato la scena. La DDR è più vicina.


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permalink | inviato da salvatore1 il 11/2/2011 alle 22:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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