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Il terrestre e l'alieno: dialogo sulla vecchiaia
post pubblicato in diario, il 14 luglio 2010

Il terrestre

Oggi dove sei stato?

L’alieno

Ho visitato una “casa di riposo”

Il terrestre

Perché?

L’alieno

Era  una visita programmata. I nostri sensori vi segnalavano la massima  concentrazione di sofferenza, più che in quello che voi chiamate “carcere”. La terza l’abbiamo trovata negli ospedali.

Il terrestre

Cosa hai scoperto?

L’alieno

Nelle istituzioni in cui collocate carcerati o malati ci sono soggetti variamente sofferenti e soggetti che sperano: nella guarigione, nella conclusione  della pena o nella amnistia. Lì no. Si aspetta solo la fine. Questa vostra invenzione non l’ho trovata in nessuna altra parte dell’universo.  Voi seguite il criterio  di concentrare in un posto specializzato tutti quelli che hanno un comun denominatore, come fate con le auto da rottamare e con i rifiuti. Così fate con le case di riposo, le carceri, gli ospedali e i cimiteri.  Io in quella casa per vecchi  ho visto sofferenze tutte diverse, fisiche e mentali. Ed una comune: la  solitudine e la perdita della speranza. Una vecchia urlava  per l’artrosi e chiedeva continuamente di essere spostata nella sua poltrona. Ho visto un vecchietto pieno di vergogna perché, incontinente, doveva chiedere di essere cambiato. Non c’era ancora abituato. Ho visto una signora piangere sommessamente per tutto il tempo. Uno inveire verso il vicino.  Una implorare: “voglio morire”,“voglio morire”. Uno: “voglio andare a casa”. Gli inservienti,  due soli, passavano dall’uno all’altra, dicendo una parola o porgendo un bicchiere con qualcosa dentro. Non c’erano infermieri o medici,  almeno durante la mia visita. Con una “ospite” sono riuscito a parlare. Mi ha detto che aspettava tranquillamente la conclusione della sua vita e che aveva chiesto nel testamento di essere cremata e che le sue ceneri fossero disperse. “Per non recare disturbo; i figli  hanno tanti impegni: non mi va che abbiano il pensiero di venire a trovarmi al cimitero” mi ha detto.  Come ha potuto imparare questo? Questo sentirsi niente?  

Il terrestre

Voi cosa fate con i vostri vecchi?

L’alieno

Da noi le generazioni vivono sempre l’una accanto all’altra. I giovani non sono segregati nei pub o nelle scuole. Non sono affascinati dalla voglia di star male ubriacandosi di birra. Non amano rischiare la vita correndo a fari spenti nella notte. Se lo  facessero,  non riceverebbero né ammirazione né compassione. Perciò, se proprio non riescono a vivere, chiedono semplicemente di poter morire e sono aiutati a farlo. I giovani preferiscono stare vicino ai vecchi perché da loro imparano di più. I vecchi sono la parte più sapiente e più felice della nostra popolazione.

Non è come qui da voi. Voi col tempo in troppe cose siete regrediti. Una volta imparavate dai vecchi. Poi avete inventato la gioventù e la vecchiaia e avete inventato una scuola che insegna solo ai giovani che però imparano poco. Da noi i vecchi sono un deposito di saperi che è coltivato fino alla fine. Si impara fino alla fine. Non esiste il pensionamento: un’altra vostra invenzione stupida e distruttiva.

La vecchiaia esiste perché c’è il pensionamento. Ma come è possibile che da un istante all’altro si diventi incapaci di lavorare? O che nel momento x si voglia smettere,  passare da otto ore di lavoro a zero? Così avete inventato la vecchiaia.  Da cui però alcuni sono esenti: i politici o gli scienziati, ad esempio. Nessuno dice vecchio al Presidente della Repubblica del tuo Paese che ha 85 anni. La vecchiaia non lo riguarda perché lavora. Lo stesso per gli scienziati: la vostra Margherita Hack ha 88 anni e Rita Montalcini addirittura 101. Sono fra gli scienziati del vostro pianeta  che noi apprezziamo di più. Non a caso due donne: ne parleremo un’altra volta. Voi, per vostra fortuna, avete fatto una deroga ai vostri principi per queste categorie. Anche se scorgo segni che fanno pensare che possiate sopprimere queste eccezioni. Ho visto cose nel vostro Senato…I senatori a vita  – fra loro  la Montalcini  – derisi mentre passavano a deporre la scheda nell’urna del voto, con allusioni volgari a stampelle e  pannoloni. Non riuscite a valorizzare i giovani se non "rottamando" e deridendo i vecchi. Per voi la coperta è sempre troppo corta. Pensate sempre che ciò che si dà ad uno si toglie all’altro. 

Da noi, quando un giovane ha un problema sentimentale o sessuale non chiede consiglio al coetaneo. Cerca il più anziano  della comunità che è felice di aiutarlo. Le professioni tendono a sparire perché i saperi degli specialisti progressivamente sono  assimilati da tutti.  Esistono pochi psicologi, pochi sessuologi e pochi informatici che  fanno manutenzione dei saperi accumulati. Gli anziani  si rivolgono a loro, sempre più raramente,  se hanno dubbi su come aiutare un giovane.

Il terrestre

Ma la sofferenza è presente anche fra voi, no?

 L’alieno

Tutto il nostro lavoro passato – oggi  non distinguiamo più il piacere dal lavoro - è stato speso nel  ridurre la sofferenza e incrementare il piacere. E’ logico, no?  Voi  avete smarrito questo obiettivo che è di tutti i viventi. Avete scoperto la droga, il consumismo, il potere. Quelli che erano strumenti per il piacere sono diventati fini. Avete un capo che per  dimenticare la morte – lo terrorizza la morte -  ha preso lo scettro del comando,  disponibile a qualunque politica,  anche a distruggere il suo Paese, pur di non lasciare il comando.  Da noi, quando c’era ancora una politica come confronto fra alternative di governo, oltre che amministrazione dello Stato, i governanti chiedevano di governare il minor tempo possibile per potersi dedicare a piaceri più personali, dopo essersi impegnati nella  lotta al  dolore e nel benessere altrui.     

Il terrestre

Ma infine anche da voi esiste una  sofferenza insuperabile?

 L’alieno

Quando c’è sofferenza insuperabile  da noi si  muore. Abbiamo quello che voi chiamate il “testamento biologico” che però potremmo sopprimere nel senso che ormai tutti dichiarano di voler essere aiutati a morire in presenza di  sofferenze insuperabili e di perdita di coscienza. Voi  avete imposto, oltre a una vita vegetativa,  la tortura del dolore fino allo strazio massimo dell’immobilità e del silenzio a persone incapaci di darsi la morte da soli. E non è colpa solo della religione. E’ colpa di chi si serve della Chiesa per governare, disposto in cambio a tutto, anche a infliggere ai suoi simili torture che mai vorrebbe  fossero inflitte eventualmente a lui. Siete barbari. In nessun pianeta dell'universo si scelgono i peggiori per essere governati.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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