il blog personale di Salvatore Venuleo L'imprenditore e il comunista: dialogo sul suicidio | rossodemocratico | rossodemocratico | Il Cannocchiale blog
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L'imprenditore e il comunista: dialogo sul suicidio
post pubblicato in diario, il 16 aprile 2010

                                                                                    L'impotenza della politica

Il comunista 

Ben ritrovato. Non ci vediamo da almeno un paio d'anni.

L’imprenditore

Lavori sempre all’Università, immagino.

Il comunista

Si. E tu? Come va la tua azienda?

L'imprenditore

La mia, fortunatamente, bene. Il mio è un settore di nicchia, meno esposto alla crisi. Ma attorno è un disastro.

Il comunista

Mi sembri giù di corda.

L’imprenditore

Lo sono. Ho perso un caro amico.

Il comunista

Come?

L’imprenditore

Si è sparato alla testa.

Il comunista

Perché?

L'imprenditore

Era un imprenditore. Ha intravisto il disastro. Ha lasciato una lettera alla moglie e ai figli. Un’altra ai dipendenti, scusandosi di non averli saputo tutelare. Era una persona per bene.

Il comunista

Mi dispiace. Mi dispiace davvero.

L’imprenditore

E’ un massacro. Sono già  quattordici in un anno qui, nel Veneto. E sette sono i suicidi fra lavoratori dipendenti, in cassa integrazione o  licenziati. Perché se ne parla così poco?

Il comunista

Immagino perché non si sa quali risposte dare. Ho sentito Tremonti l’altro giorno ad Annozero che ha fatto un servizio su uno di questi casi. Tremonti lo ha giudicato “commovente”.

L’imprenditore

L’ho visto anche io. Non una proposta. Era impaziente di riprendere a stuzzicare Santoro, con battute e battutine. Credo che il fallimento sia un incubo peggiore del licenziamento. Molti erano ex operai. Non hanno mai avuto una vita facile. Io, più fortunato, non ho dovuto inventare un'azienda dal nulla: l'ha fatto mio padre. Ho potuto studiare, confrontarmi all'Università con altri punti di vista, con te. Se la mia azienda fallisse, non mi sentirei del tutto fallito personalmente. Non mi sento solo imprenditore o padre e marito. Mi sento una persona che cerca di capire e godere qualcosa del mondo. Sono rappresentativo fino ad un certo punto dei piccoli imprenditori. Per molti, più vulnerabili o meno egoisti di me, se vuoi,  e che identificano la propria vita nell'azienda, non c'è solo la paura per se stessi  e la propria famiglia. C'è paura e vergogna per i propri dipendenti. Non è come alla Fiat. Si conoscono tutte le facce e tutte le storie. Ci si sente responsabili del disastro di tante vite. E’ una cosa troppo difficile da sopportare.

Il comunista

Lo capisco benissimo, ti assicuro. Non è più facile, d'altronde,  perdere il lavoro a cinquant'anni, senza che nessuno ti sappia indicare dove trovarne un altro.

L’imprenditore

Sicuramente. Prima qui non succedeva. E questi non fanno niente. Berlusconi, la Regione, i Comuni. Un giornale suo, di Berlusconi, ha ironizzato sul PD e sulla CGIL, presunti eredi del comunismo, parlando di questa epidemia di suicidi. “Avete visto come sono fortunati i padroni?” ha scritto. Una polemica fuori tempo e fuori luogo.  Il solito modo di sfuggire alle responsabilità, parlando d'altro. Anche se, è vero, naturalmente, che nella sinistra l’attenzione alla piccola impresa è stata – diciamo – debole: ieri più di oggi.

Il comunista

Un amico comune  mi ha detto che hai preso la tessera del PD. Non so se sia più strano che l’abbia presa io, con le mie convinzioni comuniste, la tessera del Partito Democratico, o tu, imprenditore. Certo tu sei una eccezione nella tua categoria.

L’imprenditore

Anche tu nella tua, dei comunisti – voglio dire – non dei professori. Io l’ho presa perché non mi sentivo di tenermi fuori. Volevo assumermi qualche responsabilità. E poi insomma qualcuno c’è tra gli imprenditori, a parte i casi noti di Colaninno e Calearo (che poi ha cambiato idea). Comunque ho deciso prima di non tenermi fuori dalla politica e poi con chi stare. Ho avuto anche una vaga tentazione di stare con la Lega, sperando in una evoluzione. La maggioranza dei miei colleghi sta con loro, con la Lega. Qualcuno con il Pdl, con più freddezza. La Lega li ascolta e offre un capro espiatorio o un diversivo: prima Roma ladrona, poi gli immigrati, le moschee, i cimiteri islamici e cavolate di questo tipo. Io, per esempio, non saprei come sostituire gli stranieri, giovani, che lavorano con me, né nel numero, né nella qualità professionale. Hanno una motivazione che i nostri giovani non hanno, troppo distratti da discoteche, ragazze e video poker. Per me che i miei collaboratori abbiano moschee e cimiteri è un investimento. E che abbiano servizi sociali. Quelli però, i leghisti, non lo capiscono, o fingono di non capirlo. Perché non pensano alle cose serie? A combattere l'evasione. L'evasione fiscale e il lavoro nero producono distorsioni inaccettabili nel mercato. Finora ce l'ho fatta rispettando le regole, ma un giorno, se fossi in difficoltà potrei essere tentato di allinearmi. Preferirei comunque chiudere ed impiegare la mia laurea altrove, magari all'estero. Con dispiacere, perché mio padre, da lassù, non sarebbe contento.

Il comunista

Come è potuto succedere che tu fossi tentato dalla Lega?

L'imprenditore

Non infierire. Me ne vergogno ancora. Sarebbe stata la scelta più comoda per non sentirmi isolato, come ora sono, fra i miei colleghi imprenditori. Ma non ho potuto far finta di non vedere che questi prosperano sollecitando i peggiori istinti. Vanno bene gli immigrati finché - scusami - cambiano il pannolone ai loro vecchi. Indignazione però, se in qualche graduatoria, degli asili, ad esempio, superano un italiano. E la severità a sproposito? Contro i più deboli: i bambini esclusi dalla mensa se le madri non possono pagarla. Fosse questo il destino dell'Italia, sarebbe un motivo per fuggire, più forte di ogni difficoltà aziendale. Per di più stanno cominciando ad assumere i vizi dei vecchi politici democristiani. Con maggiore improntitudine, senza pudore: l'assalto alle banche, il familismo sfacciato con la carriera politica assicurata ad un ragazzotto ignorante. Però sono radicati, sono presenti come e più del vecchio PCI. In genere sono amministratori più bravi rispetto a quelli del Pdl e più corretti. Sto spiegando perché mi avevano tentato. Ascoltare, in ogni caso, è importante, anche quando poi non si fa niente. Anche se è difficile ascoltare tutti, uno per uno. Ascoltare è già qualcosa. Qualcuno non si sarebbe tolto la vita se avesse sentito che il problema non era solo suo.

Il comunista

Mi pare che a Padova la Camera di Commercio ha istituito un numero verde per un pronto intervento su imprenditori in crisi.

L’imprenditore

Spero funzioni. Il punto di ascolto dovrebbe accompagnare verso i servizi di aiuto specialistico  per ricevere un supporto psicologico, una consulenza finanziaria o non so cos’altro. Ho appena saputo di un imprenditore che ha creato un fondo privato di solidarietà economica per un salvagente che eviti la “mattanza”. Voglio cercarlo e collaborare. Sono cose più utili della commozione del Ministro del Tesoro. Comunque l’epidemia mortale non si esaurirà così presto. I piccoli imprenditori sono strangolati dalla carenza di credito. Crollano le commesse. Le grandi imprese impongono prezzi stracciati e ritardano i pagamenti. Molti piccoli fornitori vendono sottocosto alle catene commerciali sperando di rifarsi dopo. Dopo quando? Arriveranno in piedi e vivi a quel lontano quando? E gli Enti pubblici, i Comuni, a loro volta strangolati dal calo dei trasferimenti (vedi la bella trovata del taglio dell’ICI) e dal Patto di stabilità, non si comportano meglio con i pagamenti. Il governo, come tutti i governi, pensa solo ai grossi numeri. Sussidi alla Fiat, per non parlare di Alitalia. Bortolusi, rappresentante delle piccole imprese a Mestre - peccato che il PD lo abbia candidarlo così tardi al governatorato veneto - lo ha detto con chiarezza esemplare: “Il governo sa quanti posti di lavoro si tagliano fra i manutentori per ogni posto di lavoro che si conserva i Fiat con gli incentivi a cambiare auto?” E poi altri incentivi secondo priorità imperscrutabili: emergenza occupazionale, forza delle lobby ? In un anno si sono persi 300.000 posti nel lavoro autonomo ed i fallimenti sono cresciuti del 16%. Cosa stanno facendo quei 300.000? Cosa stanno facendo quegli imprenditori falliti? Di alcuni so: sono tornati a casa dei genitori con cui si dividono magre pensioni, oppure, i più anziani, vanno a vivere dai figli e del loro stipendio (se lo hanno); altri non hanno nessuno, non hanno più casa e vivono in roulotte; altri li ho persi divista: forse sono emigrati in cerca di un lavoro qualsiasi o forse si sono trasferiti per vivere da anonimi senzatetto. Altri non ce la fanno e preferiscono finirla. E cosa fanno le mogli e i figli dei suicidi? L’ho sentita anche io quella moglie ad Annozero. Va avanti con una pensione di 400 euro mensili. Capisci?

Il comunista

Capisco. Certo che capisco.

                                                                                    Ragioni per convergere, ragioni per divergere

L’imprenditore

Scusa la battuta. Ma a te, da comunista, importa qualcosa dei "padroni"?

Il comunista

Mi importa degli uomini, di tutti.

L’imprenditore

Un’altra battuta. Anche di Berlusconi?

Il comunista

Secondo Marx la classe operaia non avrebbe fatto la rivoluzione solo per liberare se stessa, ma per liberare l’umanità intera, alienata – rincoglionita potremmo tradurre – da obiettivi fasulli, distruttivi ed autodistruttivi. Anche Berlusconi è infelice. Lo sento atterrito dalla fine. Prima della virilità, poi della vita.

L’imprenditore

Io non lo sopporto. E’ incredibile che l’Italia abbia scelto quest’uomo. E’ incredibile che i miei colleghi lo applaudano quando si presenta ai convegni di Confindustria, affascinati dalle sue fregnacce.

Il comunista

E il PD?

L' imprenditore

Il PD almeno non dice fregnacce. Non è il partito di un uomo solo. Se vuoi, dice troppe cose. Ha troppe voci. Però è un partito con la presenza di diverse intelligenze: Cacciari, per esempio, un filosofo come te, forse più “pratico” di te. E poi, anche prima del PD, con l’Ulivo o col centrosinistra, diversi imprenditori di talento, sia qui nel Nord, come Illy, che nel Sud. Bianco, imprenditore, da sindaco, aveva rivoltato e ripulito Catania. Tu, originario di quella zona, dovresti saperlo. Io ricordo la mia seconda volta, per affari, in una Catania trasformata e una passeggiata con un imprenditore di lì, lungo via Etnea, pedonalizzata e elegante nella sua pietra lavica. La percorreva una coppia di poliziotte a cavallo. Erano  bellissime. L’imprenditore catanese era affascinato ed emozionato ed io condividevo quelle emozioni. Si respirava, diceva, un’aria di libertà in una città che prima era un incubo, con un mix esplosivo di mafia e piccola criminalità diffusa. Le luci e la "movida" erodevano gli spazi del quartiere a luci rosse e la vocazione musicale della terra di Bellini, Battiato e Carmen Consoli riconquistava le anime. Te lo racconto perché sono esperienze di questo tipo che mi hanno insegnato la forza della politica, che le cose possono cambiare.

Il comunista

Anche in peggio. Quando Bianco si è ricandidato alla sindacatura è stato sconfitto dal medico personale di Berlusconi.

L'imprenditore

Lo so. Quello che ha creato un buco di bilancio pauroso che il governo ha colmato non si sa bene con quale logica ed etica politica.

Il comunista

Lo stesso è successo con Orlando, il sindaco della primavera di Palermo. Quando si è ricandidato è stato battuto da una mezza calzetta. Non ti fa pensare?

L'imprenditore

Mi fa pensare che bisogna impegnarsi, bisogna comunicare meglio.

Il comunista

A me fa pensare che viviamo in una società che consuma i politici come jeans, ora blu, ora neri, ora bianchi, ora sfilacciati; non c'è maglione e non c'è auto che non venga voglia di cambiare, anche se il maglione è caldo e l'auto affidabile.

L'imprenditore

Non mi piace molto la tua analogia. Da imprenditore mi è difficile condividere il disprezzo per i consumi e l'innovazione. Consumi e innovazione si sollecitano reciprocamente e non riesco a pensare ad un sistema diverso dal libero mercato per promuovere innovazione. Dovremmo rimpiangere le società arcaiche e l'autoconsumo? La stagnazione? A proposito di innovazione, anche fra i politici dovrebbe esserci innovazione e un ricambio maggiore.

Il comunista

Per me Il consumismo e l'innovazione sono cose diverse. Le griffe e internet sono cose diverse. Lo Sputnik, la prima navicella spaziale, era sovietica. L'URSS, con i suoi consumi sobri e la sua sicurezza sociale, con la sua produttività bassa e la carenza di stimoli, governata dal dominio burocratico e priva di dibattito pubblico, era comunque capace di programmare l'innovazione, oltre che la sicurezza sociale. Il consumismo gioverà agli imprenditori, non ai consumatori. Ritengo auspicabile una società disintossicata dai consumi che inquinano e distraggono dai piaceri veri: il sesso, la bellezza, l'arte, i panorami non devastati dal cemento delle seconde e terze case disabitate. Latouche parla di "decrescita felice". E' un concetto che condivido. E, in quanto all'innovazione in politica e al  ricambio delle facce, ti dico che non serve a nessuno. Non mi pare che tutte le giovani facce entrate con Veltroni fra i quadri del PD abbiano dato grande prova di sé. Io continuo a preferire la Bindi, Marino...

L'imprenditore

Che è un uomo nuovo per la politica.

Il comunista

Non volevo dire che non ci debba essere ricambio. Dovrebbe esserci il ricambio di quelli stanchi e che hanno smesso di pensare con gente nuova, giovane o vecchia non importa. Non un ricambio di facce così per cambiare spettacolo, per non annoiarci. Innovazione ci fu con Bianco ed Orlando in Sicilia e con Soru in Sardegna. E c'è con Vendola in Puglia.

L'imprenditore

Però anche il grande esperto di casting, Berlusconi, è stato sconfitto due volte.

Il comunista

Sì, come in un pendolo l'alternanza ci porta avanti e poi indietro e poi avanti e poi indietro e poi...Sei sicuro che si tornerà avanti? Oppure, modificando la metafora, ammesso che il pendolo continui ad oscillare, non ti accorgi che il pendolo è scivolato indietro?

L'imprenditore

Cioè? Che vuol dire?

Il comunista

Che domani l'alternanza potrebbe essere tra Berlusconi e Fini e dopodomani fra Bossi, Renzo Bossi, e Lombardo, quello della Lega Sud. Non so se chiameranno "sinistra" Bossi e "destra" Lombardo o viceversa. Il Partito democratico potrebbe scomparire, le sue idee, voglio dire, potrebbero scomparire, non solo il suo nome. I nostri  nipoti potrebbero non sapere che è esistito il comunismo. O pensare che il comunismo sia rappresentato dal regime cinese. Spero che qualcuno - come gli antichi monaci nei conventi - conservi i documenti dei classici, la storia del movimento, delle sue promesse e dei suoi errori tragici -  l'invasione di Praga, Tienanmen,  la svolta,  forse troppo accelerata di Gorbaciov.  Senza quegli errori la storia avrebbe potuto essere diversa.

L'imprenditore

Non sei ottimista.

Il comunista

L'oblio è uno scenario possibile; purtroppo il più probabile: non il solo. Parecchio tempo fa lessi due libri di un ingegnere napoletano, Roberto Vacca, un ingegnere di sistemi. Nel primo, Il Medioevo prossimo venturo, immaginava in forma romanzesca, il veloce avvitamento del mondo verso un regresso totale, a causa di un piccolo evento, una catastrofe aerea con i suoi effetti a catena. Nei sistemi integrati e complessi della nostra epoca la rottura di un piccolo nodo nella rete può produrre effetti che non si possono isolare, peggio che per le epidemie del passato. Nel secondo libro, Il Rinascimento prossimo venturo, Vacca disegnava lo scenario opposto: il Rinascimento è consentito in questo caso da un grande investimento nella ricerca e in nuovi saperi che non sto ad elencarti. Mi trovai e mi trovo molto d'accorso con l'esistenza e con le caratteristiche dei due scenari. Manca solo la politica. La necessità di un governo forte, mondiale, della globalizzazione (come chiamiamo oggi l'integrazione dei sistemi e dei paesi). Premesso che non tutto deve essere globalizzato e che le nespole è meglio coglierle nel giardino di casa, la critica della destra alla globalizzazione è una cosa molto sciocca e la sinistra con la falce e martello non è da meno. Spesso i due presunti estremi si toccano, nella miopia, nella difesa del vicino di casa. Spesso quelli con la falce e il martello sono solo più ipocriti, più eleganti e più ipocriti. Non si delocalizzi in Polonia, per carità. Rientrino a casa le produzioni già dislocate, aggiunge la Lega. Si deve difendere il lavoro. La destra precisa: "il lavoro italiano". La sinistra non può esprimersi così. C'è un pudore, se non il residuo di quel vecchio internazionalismo dei "proletari di tutto il mondo", che induce ad occultare la coperta troppo corta per cui la difesa del lavoro italiano diventa l'attacco ai lavoratori polacchi. Naturalmente lo stesso fenomeno abbiamo conosciuto a parti invertite. Ricordi la mobilitazione dei sindacati e dei lavoratori inglesi perché i lavoratori italiani impiegati non ricordo in quale impresa in Inghilterra venissero rispediti a casa? Cosa c'entra questo con il comunismo? Cosa fanno i partiti con la falce e martello? Solo retorica operaista,  impotenti dichiarazioni di principio e incapacità a muoversi nella complessità, cioè nella politica. Allora sto con il Partito Democratico, apprezzo la serietà e la moderazione di Bersani e conservo intera la mia riserva mentale di comunista. Spero non ti sorprenda l'apprezzamento per la moderazione. Lenin chiamava l'estremismo "la malattia infantile del comunismo". Quanti guasti hanno provocato le cosiddette Brigate rosse, con la loro voglia infantile di menare le mani e vedere il colore del sangue? Non le confondo, a scanso di equivoci, con quella che oggi si chiama "sinistra radicale", non violenta ma marginale e incapace di incidere. Oggi gli estremisti in campo stanno da tutt'altra parte. Sono quelli che, a sproposito, si chiamano "moderati", che per friggersi un uovo al tegamino brucerebbero una foresta. 

L'imprenditore

Ma chi farà la rivoluzione comunista?

Il comunista

Non lo so purtroppo. Non il proletariato, credo. Devo pensare ad un processo diverso. Sto con il PD perché difende la decenza, un minimo di convivenza civile, e perché ha un'idea meno peregrina della cultura. In questo momento non posso immaginare altro che questo per una speranza di salvezza che tenga aperte le porte alla prospettiva comunista: la diffusione di una nuova consapevolezza, una sorta di risveglio che faccia crollare questo sistema dall'interno, come successe nell'89 con il sistema sovietico che sembrava eterno e si afflosciò all'improvviso. I suicidi non si verificano solo nel nordest italiano. Non solo fra gli imprenditori o i lavoratori. In Giappone - lo sai ? - è un'emergenza fra gli studenti fra i quali la competizione per raggiungere e meritare le scuole migliori è altrettanto stressante di quella che subiscono i nostri piccoli imprenditori alla ricerca di credito dalle banche. Non si può continuare nel segno della competizione, fra imprenditori e fra Stati. Considero il capitalismo una contraddizione permanente. Il libero mercato per te è il sistema migliore. Io e tu convergiamo perché entrambi lo preferiamo all'arbitrio. Preferiamo entrambi la Bonino a Tremonti, no? Probabilmente entrambi preferiamo le proposte di Boeri ed Ichino sul contratto unico, rispetto a quelli che difendono lo status quo dell'articolo 18 nel segno di "chi ha avuto ha avuto". L'unità dei lavoratori si costruisce pure con la fine delle divisioni fra stabili e precari. Se flessibilità e rischio di perdere un lavoro debbono esserci, ci siano per tutti e ci siano le stesse garanzie per tutti.

L'imprenditore

Sono assolutamente d'accordo.

Il comunista

Detto questo, però, per me il capitalismo produrrà sempre ricchezze smisurate accanto ad emarginazione e suicidi. Se intervieni per salvare aziende e posti di lavoro, distorci il mercato a danno di altre imprese ed altri lavoratori. Questi però non sapranno facilmente di essere le vittime di scelte politiche. Tu stesso lo dicevi prima citando le sagge considerazioni di Bertolusi. Di fatto si finisce con l'intervenire in difesa dei più forti e dei più numerosi. Vince o si salva chi ha più dipendenti, può evadere o eludere il fisco, può ricattare la politica oppure è capace di gesti  estremi o invenzioni: salire sui tetti, inventarsi un reality in Sardegna, all’Asinara. Chi lavora in una piccola impresa, da imprenditore o dipendente, può solo suicidarsi. E comunque non è accettabile che il valore di una persona, misurato dal suo successo imprenditoriale, sia gonfiato a dismisura e poi bruscamente azzerato come un pallone che incontri uno spillo. La ricchezza non è un risultato personale, come non lo è il fallimento. Sono entrambi prodotti sociali. Se l'imprenditore lo sapesse, non si monterebbe la testa prima e non si suiciderebbe dopo. Lo stesso Berlusconi, uomo mediocre, cos'è mai, se non il risultato della spregiudicatezza che fortunosamente ha incontrato il politico giusto nel momento giusto e il controllo sull'etere televisivo? E' l'anarchia del caso. Se l'incontro con Craxi lo avesse avuto Briatore in un privee del Billionaire, magari oggi il padrone del paese sarebbe lui, Briatore.   

L'imprenditore

Non credo, naturalmente, nelle tue conclusioni: la forza salvifica del comunismo e l'incorreggibilità del capitalismo. L'altro giorno, quando ho preso la Metro, nulla lasciava presagire la pioggia. All'uscita pioveva e io non ero attrezzato. C'erano non so quanti venditori che offrivano ombrelli di vari prezzi e misure. Mi sono chiesto come facessero ad essere così tempestivi, dove tenessero quegli ombrelli per essere pronti ad offrirli. Mi è sembrata l'apologia dell'iniziativa privata e, se permetti, la critica dell'economia centralizzata. Lo Stato riuscirebbe mai ad essere così tempestivo ed efficiente? Potrebbe farmi trovare l'ombrello all'uscita della Metro? Ti do anche la risposta: solo impiantando un chiosco permanente con lavoratori inoccupati per quasi tutto l'anno, in attesa della pioggia. Ti ricordo inoltre che L'Italia non è il mondo: altri paesi sono riusciti a fondare una società più meritocratica e con maggiori protezioni, senza rinunciare al mercato.

Il comunista

La storia degli ombrelli è suggestiva. C'è, direi, una spiritosa parodia del comunismo che, inteso seriamente, non dovrebbe cancellare l'iniziativa privata nei casi e nella misura in cui possa servire a e finché possa servire. Riguardo le protezioni sociali, gli USA si avvicinano ora, si avvicinano soltanto, ad una protezione sanitaria generalizzata. I paesi scandinavi hanno realizzato un miglior compromesso fra capitalismo e Stato sociale, un compromesso sempre minacciato dal movimento del pendolo.  E comunque il mondo non è minacciato solo dalle ingiustizie sociali nazionali. Intrecciati con queste, i conflitti nord/sud e est/ovest e i conflitti fra Stati saranno insuperabili finché gli Stati ci saranno. Obama, che stimo, ha visto con lucidità il paradosso per cui, finita la guerra fredda fra i blocchi, il rischio nucleare stia crescendo, sia per il moltiplicarsi degli Stati nuclearizzati, sia, ancor più, per il rischio incombente  che un'atomica "sporca"  finisca nelle mani di terroristi. Il conflitto sulla limitazione delle emissioni è un aspetto dello stesso problema. La terra è una sola ed una sola l'atmosfera. Conviene però ad ogni Stato produrre ed inquinare, scaricando agli altri l'onere della riduzione delle emissioni. Non c'è salvezza senza Stati Uniti del Mondo. E noi facciamo fatica a realizzare l'Europa Unita e a realizzare una Organizzazione delle Nazioni Unite senza poteri di veto. Ma basta. Non finiremmo mai di discutere. Perché non prendiamo un caffè?

L'imprenditore

Sì. Quando tornerai in Sicilia?

                                                                                         Oltre la politica

Il comunista

Non so. Non ho nessuno lì, dopo la morte di mia madre. E' stata la nostra ultima telefonata, quando te l'ho comunicato, vero?  Una lunga agonia, benché il suo fisico fosse intatto. Non te l'ho mai detto. Ora voglio dirtelo. Tu sai che mio padre era un piccolo imprenditore, un commerciante. Non ti ho mai detto come è morto. E' morto come quei quattordici imprenditori di qui. Lui ha scelto di buttarsi sotto un treno. Non ha fatto notizia. Non c'era nessuna recessione mondiale o nazionale in cui collocare la notizia. Aveva cercato di sviluppare l'azienda ed è rimasto asfissiato nella tenaglia di clienti insolventi e banche che chiudevano i rubinetti del credito. Semplicemente non ce l'ha fatta. E quindi so più di te, purtroppo, cosa sia il suicidio. Viso scavato, notti insonni, silenzio a tavola, non so quali e quanti  farmaci. Dopo, quando è successo, ho capito quei segnali, solo allora. Lo stesso mia madre. Per me, insieme al rimorso per non avere capito, c'è stato per tanto tempo un parlargli, un rimproverarlo; non per il suo gesto, no, ormai naturale, necessario per uscire da un incubo. L'ho rimproverato per non avere capito prima cos'era quel sistema che lui difendeva contro le mie argomentazioni. Benché - sai? - il mio pensiero, il mio comunismo  si sia assestato solo con la sua morte. Come una rivelazione. Come un sigillo. Ti dico un'altra cosa. Dopodiché sarai necessariamente il mio migliore amico, quello che conosce di me le cose più intime. L'altra cosa è che ho il cancro e non so come finirà. Fra l'altro questo governo per acquisire il consenso della Chiesa è disposto a torturare persone paralizzate, intubate, mute ed inermi come del resto ad aggredire genitori "che volevano liberarsi della scomodità" - così parlavano - di una figlia in coma irreversibile "che potrebbe avere figli - ricordi quelle parole impudenti ? - perché ha le mestruazioni". Io credo che ognuno debba essere libero di morire o scegliere chi deciderà all'occorrenza. La politica però, la politica di questa gente che comanda, ora mi costringe a pormi alcune domande con urgenza. La più urgente: "E così importante vivere dieci anni in più o in meno?". E mi vengono in mente domande che spiazzano la politica. Esempio: "Se un vulcano islandese ci seppellisse tutti, moriremmo innocenti. Meglio così allora che morire per il buco dell'ozono per il quale siamo invece colpevoli?". E fantasie strane. Invidio te che credi e contemporaneamente mi chiedo come reagiresti, se, dopo morto, ti potessi svegliare un attimo e scoprire che non c'era nulla di vero nelle promesse della tua religione, né immortalità dell'anima né niente. Scusami. Non te la prendi, vero? Adesso godiamoci il caffé.



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